16° incontro - "indisPENSABILE?!"


indisPENSABILE?!


Quello che noi facciamo
è solo una goccia nell'oceano
 ma se non lo facessimo
 l'oceano avrebbe una goccia in meno.
(Madre Teresa di Calcutta)

PREGHIERA INIZIALE

VIDEO:   "Sai qual è il valore della tua vita?"





VANGELO:  Dal Vangelo secondo Luca  (Lc 11, 33-36)

«Nessuno accende una lucerna e la mette in luogo nascosto o sotto il moggio, ma sopra il lucerniere, perché quanti entrano vedano la luce. La lucerna del tuo corpo è l'occhio. Se il tuo occhio è sano, anche il tuo corpo è tutto nella luce; ma se è malato, anche il tuo corpo è nelle tenebre. Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebra. Se il tuo corpo è tutto luminoso senza avere alcuna parte nelle tenebre, tutto sarà luminoso, come quando la lucerna ti illumina con il suo bagliore».


RIFLESSIONE

Centomila persone sono radunate nel Coliseum di Los Angeles, in California. All’improvviso Padre Keller, che parlava a quell’immensa assemblea, si interruppe: «Non abbiate timore; adesso si spegneranno le luci!». Piombò l’oscurità sullo stadio; ma attraverso gli altoparlanti, la voce di Padre Keller continuò: «Io accenderò un fiammifero. Tutti quelli che lo vedono brillare, dicano semplicemente “sì”». Appena quel puntino di fuoco si accese nel buio, tutta la folla gridò: «Sì». Padre Keller seguitò a spiegare: «Ecco: una qualsiasi azione di bontà può brillare in un cuore di tenebre. Per quanto piccola, non passa mai nascosta agli occhi di Dio. Ma voi potete fare di più. Tutti quelli che hanno un fiammifero, l’accendano!». Di colpo l’oscurità venne rotta da uno sconfinato tremolio di piccoli fuochi. Se molti uomini di poco conto, in molti posti di poco conto, facessero cose di poco conto, la faccia della terra potrebbe cambiare.                 (Pino Pellegrino)



Una volta venne da me una giovane sconvolta e profondamente ferita nell'animo. In uno scontro con la mamma si era sentita dire bruscamente: "Ma si può sapere perché susciti sempre problemi e sofferenza in tuo padre e in me? Sappi che sei nata per sbaglio. Non ti abbiamo mai voluta. Sarebbe stato meglio se avessimo preso una decisione diversa nei tuoi riguardi". E la ragazza mi diceva  piangendo:"Quante volte ho pensato di essere di troppo nella mia famiglia. Ora ne sono certa e voglio farla finita. Ho capito di non essere stata mai amata". Dovetti faticare parecchio per calmarla. Le dissi che le parole dette in un momento di rabbia non rispondono ai sentimenti e ai pensieri più veri. Che la mamma era andata con le parole oltre le intenzioni. Che occorreva chiarire il senso e il significato delle espressioni. Niente da fare. Poiché la ragazza aveva coltivato una scelta di fede mi appellai proprio a questa. "Senti, le dissi. Anche se i tuoi non ti avessero pensato, desiderato, amato, prima di concepirti Qualcuno lo ha fatto meglio e più di loro". E le lessi il testo della lettera agli Efesini. Ne fu colpita. Fu come se le si fosse aperta una finestra su un mondo infinitamente più vasto di quello familiare. Quell'episodio mi ha suggerito altre riflessioni. Alla domanda "quanti anni hai?", si potrebbe rispondere: "nell'amore del Padre, in Cristo, sono nato prima della creazione del mondo". Del resto l'anno terrestre, che prendiamo come unità di misura per esprimere la nostra età biologica ed anagrafica, non è altro che la durata di tempo che la terra impiega per compiere un giro intorno al sole, lo sappiamo tutti. Potremmo addirittura sostituire alla comune domanda "quanti anni hai?" quest'altra: "quanti giri hai fatto sulla e con la terra intorno al sole da quando sei uscito dal seno materno?". Rispondere "trent'anni" è come dire "ho fatto trenta giri intorno al sole". La riflessione, una volta acquisita, può apparire di una ovvietà irrilevante. Ma non è certamente irrilevante, nell'esistenza di fede, credere fermamente che nel progetto del Padre celeste siamo stati scelti in Cristo prima della creazione del mondo. Sì, prima della creazione del mondo. Questo convincimento, pregato e maturato nello Spirito, ci fa sentire "amati da sempre". Quel "prima della creazione" ha radici di mistero e di grazia che si immergono e traggono linfa da un amore che ci fa respirare l'eterno, pur immersi nel tempo così fugace. Non siamo "figli" di uno sbaglio o del caso o del destino. Tutt'altro. E il convincimento si apre sul versante dell'eternità. Perché in Cristo, morto e risorto, la morte è stata vinta, il suo potere annientato. Veniamo dall'eterno e camminiamo verso l'eterno. L'eterno amore di Dio. L'eterno amore che "è Dio" e si è rivelato in pienezza in Gesù Cristo.                                                                                (Mons. Dante Bernini)



CANZONE:  Jovanotti  - "Un uomo"





Io sono un uomo, non so se hai presente un uomo.
Quello creato il sesto giorno, prima delle ferie,
Quello che in molti vorrebbero fatto in serie
Quello che ormai si sa quasi tutto
Geneticamente simile al maiale
Quello agli altri uomini diverso ma uguale
Quello che si riunisce con i parenti a Natale
Quello educato, inscatolato
Da mille telecamere 24 ore al giorno controllato
Quello con il suo angolo segreto, dove sfogare le sue frustrazioni, quello pieno di limiti e limitazioni,
che si redime bruciando nel fuoco delle passioni...
Io sono un uomo, non so se hai presente un uomo
Ma che bella sensazione mi dà, allentare la mia rigidità
Essere un essere umano soltanto
Nel riso, nel pianto e negli sbagli miei
Io sono un uomo, non so se hai presente un uomo
Quello che istintivamente teme per la sorte dei suoi cari,
Che si caccia sempre in brutti affari
Sdraiato sull'erba guarda passare le nuvole
E prova un senso di stupore di fronte al Creato
di cui teoricamente lui è l'essere meglio riuscito,
di cui teoricamente lui è l'essere più evoluto...
Io sono un uomo, quello creato maschio e femmina
Ma che non sempre si riconosce in queste categorie.
Quello indagato dalle varie psicologie,
Che pende dalle labbra di filosofi, scienziati, politici e preti
Che ama la libertà ma si appassiona ai divieti
Io sono un uomo, non so se hai presente un uomo
Ma che bella sensazione mi dà, allentare la mia rigidità
Essere un essere umano vivente
Sotto un cielo potente che mi tira su.
Ho due gambe, due braccia, un cuore, una faccia,
 e un sacco di idee...
Ma non so più quale sono le mie!
La mia vita un mistero...
Scusi qualcuno sa dov'è il bagno? Mi sono perso..
Io sono un uomo, non so se hai presente
E non tutto sai? Puoi trovarmi nel centro di Milano
Dentro una caverna o sopra un aeroplano,
Ansiogeno, misogino, dentro a un lacrimogeno,
Oppure intento a scindere l'atomo di idrogeno
In una fila di macchine davanti a una puttana
O a casa di mia suocera nel fine settimana
A sfogliare riviste di moda tra attrazione e rabbia
A spalmarmi creme a fare castelli di sabbia
In ginocchio di fronte a un amore finito
Al sicuro nascosto dietro al mio dito
Bello come il sole in una mattina di primavera
Rimesso in discussione quando arriva la sera
Che ci faccio qui? che ci faccio qui?
Essere un essere umano di sangue
Di spirito e carne e di fragilità
Io sono un uomo, non so se hai presente un uomo
E sono ogni fiore che ho annusato, ogni merda che ho pestato, 
ogni occhio che ho incrociato, ogni cibo che ho mangiato, 
ogni libro che ho interrotto, ogni giocattolo che ho rotto, ma anche di più...
Molto di pi di questo... Qualcuno sa come va a finire?



DOMANDE PER LA CONDIVISIONE:

  1. Pensi mai al valore della tua esistenza per gli altri? Credi che il mondo possa essere lo stesso con o senza di te?
  2. Hai mai pensato che comprendere il fattore di unicità nella tua vita ed essere pienamente te stesso costituiscono una responsabilità nei confronti di Dio e degli altri, oltre che un dovere verso te stesso?
  3. Che cosa fai di concreto per aiutare il prossimo a comprendere il suo valore e la sua “vocazione”?
  4.  Hai mai ringraziato il Signore per il dono dei tuoi fratelli (quelli che ti sostengono e quelli che ti “tormentano”)?



PADRE NOSTRO FINALE



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