indisPENSABILE?!
Quello che
noi facciamo
è solo una
goccia nell'oceano
ma se non lo facessimo
l'oceano avrebbe una goccia in meno.
(Madre Teresa
di Calcutta)
PREGHIERA INIZIALE
VIDEO: "Sai
qual è il valore della tua vita?"
VANGELO: Dal
Vangelo secondo Luca (Lc 11, 33-36)
«Nessuno
accende una lucerna e la mette in luogo nascosto o sotto il moggio, ma sopra il
lucerniere, perché quanti entrano vedano la luce. La lucerna del tuo corpo
è l'occhio. Se il tuo occhio è sano, anche il tuo corpo è tutto nella luce; ma
se è malato, anche il tuo corpo è nelle tenebre. Bada dunque che la luce che è
in te non sia tenebra. Se il tuo corpo è
tutto luminoso senza avere alcuna parte nelle tenebre, tutto sarà luminoso,
come quando la lucerna ti illumina con il suo bagliore».
RIFLESSIONE
Centomila persone sono radunate nel Coliseum di
Los Angeles, in California. All’improvviso Padre Keller, che parlava a
quell’immensa assemblea, si interruppe: «Non abbiate timore; adesso si
spegneranno le luci!». Piombò l’oscurità sullo stadio; ma attraverso gli
altoparlanti, la voce di Padre Keller continuò: «Io accenderò un fiammifero.
Tutti quelli che lo vedono brillare, dicano semplicemente “sì”». Appena quel
puntino di fuoco si accese nel buio, tutta la folla gridò: «Sì». Padre Keller
seguitò a spiegare: «Ecco: una qualsiasi azione di bontà può brillare in un cuore
di tenebre. Per quanto piccola, non passa mai nascosta agli occhi di Dio. Ma
voi potete fare di più. Tutti quelli che hanno un fiammifero, l’accendano!». Di
colpo l’oscurità venne rotta da uno sconfinato tremolio di piccoli fuochi. Se molti uomini di poco conto, in molti
posti di poco conto, facessero cose di poco conto, la faccia della terra
potrebbe cambiare. (Pino
Pellegrino)
Una volta venne da me una giovane sconvolta e
profondamente ferita nell'animo. In uno scontro con la mamma si era sentita
dire bruscamente: "Ma si può sapere perché susciti sempre problemi e
sofferenza in tuo padre e in me? Sappi
che sei nata per sbaglio. Non ti abbiamo mai voluta. Sarebbe stato meglio
se avessimo preso una decisione diversa nei tuoi riguardi". E la ragazza
mi diceva piangendo:"Quante volte
ho pensato di essere di troppo nella mia famiglia. Ora ne sono certa e voglio
farla finita. Ho capito di non essere stata mai amata". Dovetti faticare
parecchio per calmarla. Le dissi che le parole dette in un momento di rabbia
non rispondono ai sentimenti e ai pensieri più veri. Che la mamma era andata
con le parole oltre le intenzioni. Che occorreva chiarire il senso e il
significato delle espressioni. Niente da fare. Poiché la ragazza aveva
coltivato una scelta di fede mi appellai proprio a questa. "Senti, le dissi. Anche se i tuoi non ti
avessero pensato, desiderato, amato, prima di concepirti Qualcuno lo ha fatto
meglio e più di loro". E le lessi il testo della lettera agli Efesini.
Ne fu colpita. Fu come se le si fosse aperta una finestra su un mondo
infinitamente più vasto di quello familiare. Quell'episodio mi ha suggerito
altre riflessioni. Alla domanda "quanti anni hai?", si potrebbe
rispondere: "nell'amore del Padre, in Cristo, sono nato prima della
creazione del mondo". Del resto l'anno terrestre, che prendiamo come unità
di misura per esprimere la nostra età biologica ed anagrafica, non è altro che
la durata di tempo che la terra impiega per compiere un giro intorno al sole,
lo sappiamo tutti. Potremmo addirittura sostituire alla comune domanda
"quanti anni hai?" quest'altra: "quanti giri hai fatto sulla e
con la terra intorno al sole da quando sei uscito dal seno materno?".
Rispondere "trent'anni" è come dire "ho fatto trenta giri
intorno al sole". La riflessione, una volta acquisita, può apparire di una
ovvietà irrilevante. Ma non è certamente
irrilevante, nell'esistenza di fede, credere fermamente che nel progetto del
Padre celeste siamo stati scelti in Cristo prima della creazione del mondo.
Sì, prima della creazione del mondo. Questo
convincimento, pregato e maturato nello Spirito, ci fa sentire "amati da
sempre". Quel "prima della creazione" ha radici di mistero e
di grazia che si immergono e traggono linfa da un amore che ci fa respirare
l'eterno, pur immersi nel tempo così fugace. Non siamo "figli" di uno
sbaglio o del caso o del destino. Tutt'altro. E il convincimento si apre sul
versante dell'eternità. Perché in Cristo, morto e risorto, la morte è stata vinta,
il suo potere annientato. Veniamo
dall'eterno e camminiamo verso l'eterno. L'eterno amore di Dio. L'eterno amore
che "è Dio" e si è rivelato in pienezza in Gesù Cristo. (Mons. Dante Bernini)
CANZONE: Jovanotti - "Un uomo"
Io sono un uomo, non
so se hai presente un uomo.
Quello creato il
sesto giorno, prima delle ferie,
Quello che in molti
vorrebbero fatto in serie
Quello che ormai si
sa quasi tutto
Geneticamente
simile al maiale
Quello agli altri
uomini diverso ma uguale
Quello che si
riunisce con i parenti a Natale
Quello educato,
inscatolato
Da mille telecamere
24 ore al giorno controllato
Quello con il suo
angolo segreto, dove sfogare le sue frustrazioni, quello pieno di limiti e
limitazioni,
che si redime
bruciando nel fuoco delle passioni...
Io sono un uomo, non
so se hai presente un uomo
Ma
che bella sensazione mi dà, allentare la mia rigidità
Essere
un essere umano soltanto
Nel
riso, nel pianto e negli sbagli miei
Io sono un uomo, non
so se hai presente un uomo
Quello che
istintivamente teme per la sorte dei suoi cari,
Che si caccia
sempre in brutti affari
Sdraiato sull'erba
guarda passare le nuvole
E
prova un senso di stupore di fronte al Creato
di
cui teoricamente lui è l'essere meglio riuscito,
di
cui teoricamente lui è l'essere più evoluto...
Io sono un uomo, quello
creato maschio e femmina
Ma che non sempre si
riconosce in queste categorie.
Quello indagato
dalle varie psicologie,
Che pende dalle
labbra di filosofi, scienziati, politici e preti
Che ama la libertà
ma si appassiona ai divieti
Io sono un uomo,
non so se hai presente un uomo
Ma
che bella sensazione mi dà, allentare la mia rigidità
Essere
un essere umano vivente
Sotto
un cielo potente che mi tira su.
Ho
due gambe, due braccia, un cuore, una faccia,
e un sacco di idee...
Ma
non so più quale sono le mie!
La
mia vita un mistero...
Scusi
qualcuno sa dov'è il bagno? Mi sono perso..
Io
sono un uomo, non so se hai presente
E
non tutto sai? Puoi trovarmi nel centro di Milano
Dentro
una caverna o sopra un aeroplano,
Ansiogeno,
misogino, dentro a un lacrimogeno,
Oppure
intento a scindere l'atomo di idrogeno
In
una fila di macchine davanti a una puttana
O
a casa di mia suocera nel fine settimana
A
sfogliare riviste di moda tra attrazione e rabbia
A
spalmarmi creme a fare castelli di sabbia
In
ginocchio di fronte a un amore finito
Al
sicuro nascosto dietro al mio dito
Bello
come il sole in una mattina di primavera
Rimesso
in discussione quando arriva la sera
Che ci faccio qui?
che ci faccio qui?
Essere un essere
umano di sangue
Di spirito e carne
e di fragilità
Io
sono un uomo, non so se hai presente un uomo
E
sono ogni fiore che ho annusato, ogni merda che ho pestato,
ogni occhio che ho
incrociato, ogni cibo che ho mangiato,
ogni libro che ho interrotto, ogni
giocattolo che ho rotto, ma anche di più...
Molto
di pi di questo... Qualcuno sa come va a finire?
DOMANDE PER LA CONDIVISIONE:
- Pensi mai al valore della tua esistenza per gli altri? Credi che il mondo possa essere lo stesso con o senza di te?
- Hai mai pensato che comprendere il fattore di unicità nella tua vita ed essere pienamente te stesso costituiscono una responsabilità nei confronti di Dio e degli altri, oltre che un dovere verso te stesso?
- Che cosa fai di concreto per aiutare il prossimo a comprendere il suo valore e la sua “vocazione”?
- Hai mai ringraziato il Signore per il dono dei tuoi fratelli (quelli che ti sostengono e quelli che ti “tormentano”)?
PADRE NOSTRO FINALE

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