15° incontro - "Croce e... letizia !!"


Croce e... letizia !!



PREGHIERA INIZIALE

VANGELODal Vangelo secondo Luca  (Lc 23, 32-43)

Venivano condotti insieme con lui anche due malfattori per essere giustiziati. Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. Gesù diceva: «Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno». Dopo essersi poi divise le sue vesti, le tirarono a sorte. Il popolo stava a vedere, i capi invece lo schernivano dicendo: «Ha salvato gli altri, salvi se stesso, se è il Cristo di Dio, il suo eletto». Anche i soldati lo schernivano, e gli si accostavano per porgergli dell'aceto, e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». C'era anche una scritta, sopra il suo capo: Questi è il re dei Giudei. Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!». Ma l'altro lo rimproverava: «Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato alla stessa pena? Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male». E aggiunse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso».


RIFLESSIONE (a proposito del serpente nel brano Numeri 21, 4-9)

«Ci saremmo forse aspettati che, toccato nel cuore, il Signore decidesse di uccidere immediatamente tutti i serpenti, sarebbe stato tutto più rapido ed efficace. Nient’affatto. Dio non toglie di mezzo il serpente, ma chiede a Mosè di farlo diventare un ricordo perenne dinanzi agli occhi del popolo non solo del peccato commesso, ma anche della salvezza ottenuta. Così, quel “bruciante” che poco prima era stato strumento di morte, diventa adesso strumento di vita e di salvezza; così esso, invece, di essere distrutto e sottratto alla vista di tutti, viene ora messo in alto, sopra un’asta, perché sia visibile a tutti. Questo è il sorprendente modo di agire di Dio. Egli non vuole che noi, vergognandoci delle nostre sofferenze, delle nostre paure, della condizione di morte, fisica o morale, nelle quali possiamo venire a trovarci, le nascondiamo o mettiamo da parte, ma, affidandole a Lui, diventino luogo di visitazione della sua grazia, strumento per la nostra crescita e per la nostra salvezza. Del resto proprio questa è stata la modalità con la quale Dio ha voluto salvarci. Gesù, il suo Figlio, sarebbe potuto venire in tutta la sua potenza e sconfiggere il peccato dell’uomo e, con esso, tutti coloro che si erano resi artefici e strumento della sua propagazione. Invece, come ci ricorda San Paolo nella seconda lettera ai Corinzi: “Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio.” (5,21). Questa è, del resto, la legge dell’amore: accettare in se stessi la debolezza dell’altro e portarla, diventando per l’altro una salvezza che gli cammina accanto. Per questo chiunque cade vittima del morso della sofferenza, della paura, dell’angoscia, del velenoso peccato, se guarda a Cristo viene salvato, perché Cristo ha accettato di assumere su di Sé tutto questo per la nostra salvezza. Ma non si tratta di un qualcosa di magico, che ci dispensa da ogni impegno. Per avere la salvezza occorre, proprio nel momento in cui si è morsi, fare lo sforzo di guardare a Lui, che significa trovare e riconoscere il Suo volto e la Sua presenza proprio in quella situazione che ci ha gettato nella disperazione; significa riconoscere umilmente che abbiamo bisogno che il nostro sguardo incontri il Suo, uno sguardo di amore, di misericordia, di perdono, di consolazione.

Chiediamoci allora:


  1. Cosa facciamo della nostra sofferenza, del nostro peccato, della nostra difficoltà? Le nascondiamo a noi stessi e agli altri, vergognandoci che siano capitate proprio a noi, oppure sappiamo comunque guardare ad esse con sincerità e onestà, perché possano diventare uno strumento di salvezza?
  2. Sappiamo farne memoria per crescere sia umanamente che spiritualmente, sentendoci amati gratuitamente dal Signore proprio lì dove ci fa più male?
  3. Quante volte rimaniamo ripiegati su noi stessi, abbassando lo sguardo sulla nostra miseria, debolezza, peccato, alimentando la disistima e la sfiducia verso noi stessi e le nostre potenzialità.
  4. Abbiamo piuttosto, proprio in tali condizioni, provato ad alzare umilmente lo sguardo per poter cogliere ed incontrare lo sguardo di amore e di misericordia di Cristo?

Se ci pensiamo bene, proprio in questo sta la profonda differenza tra l’atteggiamento di Pietro e quello di Giuda, colpevoli entrambi di aver rinnegato e tradito il Maestro: Pietro, ha accettato di guardare verso Gesù e di lasciarsi attraversare il cuore dal suo sguardo profondo di amore e di misericordia; Giuda, invece, si è ripiegato in se stesso, rifiutando ogni possibilità di incontro, ogni possibilità di salvezza, e così per lui c’è stata solo la notte profonda della disperazione e della morte.  Noi, da che parte vogliamo essere?
Il testo di Numeri si conclude con questa parola di speranza: chiunque è stato morso e lo guarderà, vivrà. Chiunque dunque! Chiunque pone le condizioni ha la certezza di vivere di quella vita che soltanto il Signore può donare.»


CANZONE:  NEGRITA  - "SE SEI L'AMORE"




Se sei l’amore, salvami
se sei l’amore violentami
da troppo tempo ormai, non ti so usare
e non conosco più chi lo sa fare.

Se sei l’amore, salvami
se sei l’amore, curami
e metti un freno, al mio disordine
grattando via la ruggine.

Non credo più, nei tuoi miracoli
c’hanno assegnato un mondo, con troppi ostacoli
così complesso che, per noi è ingestibile
troppi algoritmi e troppe variabili
per la miseria umana che non cambierà mai
non cambia mai.
Se sei l’amore, salvami
Se sei l’amore, convincimi
che non esistono, cattivi e buoni

e che la verità, è nelle religioni

se sei l’amore salvami
se sei l’amore annunciati
nella paura, ballano i diavoli
siamo uomini, purtroppo fragili.

Non credo più, nei tuoi miracoli
la vita stende bene, trappole e tentacoli
e ho sanguinato per non vedere
strade frantumate e spacciatori di alibi
cacciatori di teste alzare i calici e tu…
dov’eri tu, dov’eri tu?
se sei l’amore salvami
se sei l’amore accecami
e dammi un mondo artificiale
che questo quì non è reale
togli il mio cuore dal frullatore
dammi la forza per continuare

io voglio un sogno di gioventù
che quel che ho dentro, non mi basta più
non mi basta più... 
non mi basti tu...
tu… salvami.


PADRE NOSTRO FINALE



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