Croce e... letizia !!
PREGHIERA INIZIALE
VANGELO: Dal
Vangelo secondo Luca (Lc 23, 32-43)
Venivano condotti insieme con lui anche
due malfattori per essere giustiziati. Quando giunsero al luogo detto Cranio,
là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. Gesù
diceva: «Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno». Dopo essersi poi
divise le sue vesti, le tirarono a sorte. Il
popolo stava a vedere, i capi invece lo schernivano dicendo: «Ha salvato gli
altri, salvi se stesso, se è il Cristo di Dio, il suo eletto». Anche i soldati lo schernivano, e gli si
accostavano per porgergli dell'aceto, e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei,
salva te stesso». C'era anche una scritta, sopra il suo capo: Questi è il
re dei Giudei. Uno dei malfattori appesi
alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!».
Ma l'altro lo rimproverava: «Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato alla
stessa pena? Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni,
egli invece non ha fatto nulla di male». E aggiunse: «Gesù, ricordati di me
quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso».
RIFLESSIONE (a proposito del serpente nel
brano Numeri 21, 4-9)
«Ci saremmo forse aspettati che, toccato nel cuore, il Signore decidesse di
uccidere immediatamente tutti i serpenti, sarebbe stato tutto più rapido ed
efficace. Nient’affatto. Dio non
toglie di mezzo il serpente, ma chiede a Mosè di farlo diventare un ricordo
perenne dinanzi agli occhi del popolo non solo del peccato commesso, ma anche
della salvezza ottenuta. Così, quel “bruciante” che poco prima era
stato strumento di morte, diventa adesso strumento di vita e di salvezza; così
esso, invece, di essere distrutto e sottratto alla vista di tutti, viene ora
messo in alto, sopra un’asta, perché sia visibile a tutti. Questo è il
sorprendente modo di agire di Dio. Egli
non vuole che noi, vergognandoci delle nostre sofferenze, delle nostre paure,
della condizione di morte, fisica o morale, nelle quali possiamo venire a
trovarci, le nascondiamo o mettiamo da parte, ma, affidandole a Lui, diventino
luogo di visitazione della sua grazia, strumento per la nostra crescita e per
la nostra salvezza. Del resto proprio questa è stata la modalità con la
quale Dio ha voluto salvarci. Gesù, il suo Figlio, sarebbe potuto venire in
tutta la sua potenza e sconfiggere il peccato dell’uomo e, con esso, tutti
coloro che si erano resi artefici e strumento della sua propagazione. Invece,
come ci ricorda San Paolo nella seconda lettera ai Corinzi: “Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio
lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo
di lui giustizia di Dio.” (5,21). Questa
è, del resto, la legge dell’amore: accettare in se stessi la debolezza
dell’altro e portarla, diventando per l’altro una salvezza che gli cammina
accanto. Per questo chiunque cade vittima del morso della sofferenza, della
paura, dell’angoscia, del velenoso peccato, se guarda a Cristo viene salvato,
perché Cristo ha accettato di assumere su di Sé tutto questo per la nostra
salvezza. Ma non si tratta di un
qualcosa di magico, che ci dispensa da ogni impegno. Per avere la salvezza
occorre, proprio nel momento in cui si è morsi, fare lo sforzo di guardare a
Lui, che significa trovare e riconoscere il Suo volto e la Sua presenza
proprio in quella situazione che ci ha gettato nella disperazione; significa riconoscere umilmente che abbiamo
bisogno che il nostro sguardo incontri il Suo, uno sguardo di amore, di
misericordia, di perdono, di consolazione.
Chiediamoci allora:
- Cosa facciamo della nostra sofferenza, del nostro peccato, della nostra difficoltà? Le nascondiamo a noi stessi e agli altri, vergognandoci che siano capitate proprio a noi, oppure sappiamo comunque guardare ad esse con sincerità e onestà, perché possano diventare uno strumento di salvezza?
- Sappiamo farne memoria per crescere sia umanamente che spiritualmente, sentendoci amati gratuitamente dal Signore proprio lì dove ci fa più male?
- Quante volte rimaniamo ripiegati su noi stessi, abbassando lo sguardo sulla nostra miseria, debolezza, peccato, alimentando la disistima e la sfiducia verso noi stessi e le nostre potenzialità.
- Abbiamo piuttosto, proprio in tali condizioni, provato ad alzare umilmente lo sguardo per poter cogliere ed incontrare lo sguardo di amore e di misericordia di Cristo?
Se ci pensiamo bene, proprio in questo sta la profonda differenza tra l’atteggiamento
di Pietro e quello di Giuda, colpevoli entrambi di aver rinnegato e tradito
il Maestro: Pietro, ha accettato di guardare verso Gesù e di lasciarsi
attraversare il cuore dal suo sguardo profondo di amore e di misericordia;
Giuda, invece, si è ripiegato in se stesso, rifiutando ogni possibilità di
incontro, ogni possibilità di salvezza, e così per lui c’è stata solo la notte
profonda della disperazione e della morte. Noi, da che parte vogliamo essere?
Il testo di Numeri si conclude con questa parola
di speranza: chiunque è stato morso e lo
guarderà, vivrà. Chiunque dunque! Chiunque pone le condizioni ha la
certezza di vivere di quella vita che soltanto il Signore può donare.»
CANZONE: NEGRITA - "SE SEI L'AMORE"
Se sei l’amore,
salvami
se
sei l’amore violentami
da troppo tempo
ormai, non ti so usare
e non conosco più
chi lo sa fare.
Se
sei l’amore, salvami
se
sei l’amore, curami
e
metti un freno, al mio disordine
grattando
via la ruggine.
Non credo più, nei
tuoi miracoli
c’hanno assegnato
un mondo, con troppi ostacoli
così complesso che,
per noi è ingestibile
troppi
algoritmi e troppe variabili
per la miseria
umana che non cambierà mai
non cambia mai.
Se
sei l’amore, salvami
Se
sei l’amore, convincimi
che non esistono,
cattivi e buoni
e che la verità, è
nelle religioni
se sei l’amore salvami
se sei l’amore annunciati
nella paura, ballano i diavoli
siamo uomini, purtroppo fragili.
Non credo più, nei tuoi miracoli
la vita stende bene, trappole e
tentacoli
e ho sanguinato per non vedere
strade frantumate e spacciatori di alibi
cacciatori di teste alzare i calici e
tu…
dov’eri tu, dov’eri tu?
se sei l’amore salvami
se sei l’amore accecami
e dammi un mondo artificiale
che questo quì non è reale
togli il mio cuore dal frullatore
dammi la forza per continuare
io voglio un sogno di gioventù
che quel che ho dentro, non mi basta più
non mi basta più...
non mi basti tu...
tu… salvami.
PADRE NOSTRO FINALE

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